La Scuola Secondaria riflette sul 4 Novembre

San Carlo Canavese, 04 novembre 2019

 

Quest’anno la scuola secondaria di San Carlo ha voluto prendere parte attivamente alla manifestazione in onore delle Forze Armate e dei Caduti della Prima Guerra Mondiale. È stata la delegazione dei ragazzi della 3B ad accompagnare il Corteo, al quale hanno partecipato anche gli studenti delle classi quinte della scuola primaria del Comune.

I nostri allievi hanno lavorato intensamente, per arrivare preparati a questo importante appuntamento. Lo hanno fatto guardando approfondimenti e documentari, leggendo cartoline e testimonianze di diverso tipo. Tutti sono stati colpiti dalla violenza dell’uomo e dall’orrore della guerra che, di lì a pochi anni, si sarebbe riproposta. Hanno provato ad immaginarsi Soldati in trincea, scrivendo delle lettere che avrebbero potuto dar voce a tanti uomini il cui sangue è stato versato per rendere gloriosa la nostra Italia.

 

La parola passa dunque ai ragazzi, che sono apparsi sentitamente emozionati e coinvolti durante tutto il percorso di avvicinamento ad un periodo difficile per l’Italia, il primo del lungo Novecento.

Prof.ssa Erika Guerriero

 

Cara Sorella,

amata Sorella. Ti scrivo questa lettera con il cuore pesante. So che tu pensi che io sia forte, ma in realtà non è così. Sono una persona debole. La guerra mi ha reso debole. Mi ritrovo senza forze, con la paura negli occhi.

Sai, qui per noi la vita è difficile, il cibo scarseggia, l’acqua potabile è carente. Ci sono morti ovunque. Non hai il tempo di fermarti un momento a pensare al bello che c’è stato nella tua vita, alla tua casa, ai tuoi affetti, perché appena ti volti trovi qualcuno pronto a spararti.

Vorrei essere lì con te, Sorella mia. Qui tutto mi manca, e solo ora capisco che avrei dovuto rimanere a casa, invece di inseguire la chimera di una Vittoria sofferta che, anche se dovesse arrivare, avrà comunque lasciato dietro di sé tanta morte e distruzione.

Spero di vederti presto.

Tuo fratello Giorgio (Francesca Rabellino)

Caro Padre,

ti scrivo per farti sapere che le mie ultime parole le ho scritte pensando a te. Pensando che non sono stato il figlio che avresti voluto, un figlio modello, uno che non ha timore di sparare o di combattere. Io non sono così. Io ho paura. Ma devo lottare fino alla fine. Anche se so che non manca molto, ogni attimo è un’eterna sofferenza, ed è infinito.

Sono stato ferito. Mi hanno sparato alle gambe e devo dire, caro Padre, che sarebbe stato meglio morire. Tutte le volte che dobbiamo spostarci, i miei compagni mi portano sulle loro spalle, perché non ho più la forza di reggermi in piedi, di muovere pochi passi, di rendermi utile.

Vorrei tanto riuscire a resistere, per riabbracciarvi. Per ritornare dalla mia dolce e amata sorellina che confida in me. Ma qui in trincea è difficile, ed io ormai sono solo un peso in più.

Vi voglio bene! Massimo (Martina Ranieri, Devild Trompino)

 

Caro Fratello,

questa volta la mia lettera non è piena di entusiasmo come la precedente. Sono stufo. Stufo di questa guerra infernale.

Ormai ho dimenticato il vero motivo per cui combatto. Ogni giorno mi sveglio e prego di riuscire ad arrivare a sera. Molti dei nostri compagni non ce l’hanno fatta. Chi viene fucilato, chi muore per il freddo e chi per la fame. Io non voglio finire così la mia vita. Sono troppo giovane per morire.

Forse non mi meritavo di assistere a questo orrendo spettacolo. Nessuno merita un destino simile.

Ogni giorno è la stessa storia: appena ti fermi, c’è qualcuno pronto ad ucciderti.

Vorrei tanto ritornare a casa e potervi rivedere ancora.

Ti prego di salutarmi tutta la famiglia e di dire alla mamma che le voglio bene.

Con affetto,

Giovanni  (Jasmine Crosetto)

 

Cara Madre,

ormai i tuoi abbracci ed il tuo affetto sono

solo un lontano ricordo. Non mi è rimasto

più niente, se non la Speranza di rivederti.

L’unico momento felice qui, me lo regali tu,

quando ti vedo ritratta nella fotografia

che mi hai dato prima di partire:

mi tenevi in braccio e mi sorridevi amorevolmente,

come solo una Madre può fare. Erano giorni felici,

ed è un sollievo riuscirne a mantenere viva la Memoria.

Qui in trincea la vita è totalmente diversa.

È come se fosse un altro mondo: soffriamo come i dannati di cui si parla

nell’Inferno di Dante, se non peggio. Ricordo quando nella nostra bella

e ricca biblioteca potevamo dedicarci agli Studi degli amati poeti,

nella pace del tempo passato. Prima la sera era un momento piacevole:

si andava a riposare con il sorriso, dopo aver cenato insieme vicino al calore del focolare. Ora, invece, raramente riesco a procurarmi una coperta calda per dormire, e quando lo faccio mi sento quasi colpevole: le risorse sono poche, e non bastano per tutti. Ed anche il cibo scarseggia, così come l’acqua potabile.

Parlano di Gloriosa Italia, ma l’attesa e bramata Vittoria appare ancora lontana.

Il nostro umore è sottoterra, schiacciato dal peso dei morti che ci lasciamo dietro, perché purtroppo ci dicono che dobbiamo andare avanti senza voltarci. Nonostante ciò, non ci arrendiamo e continuiamo a combattere. La mia anima continua a lottare, nel ricordo ed in onore dei Compagni che hanno sofferto, e sono morti al mio fianco.

Io lotto. Non mi arrendo. Lotto per loro, lotto per la nostra Patria, e lotto soprattutto per Te, adorata Madre, nella speranza di poterti riabbracciare.

Solo ora mi rendo conto di quanto sia fortunato a poterti ancora spedire questa lettera che contiene tutto l’amore che mi rimane. Ti voglio bene e ti mando un bacio, forse l’ultimo.

Tuo figlio Ugo. (Vittorio Ala, Edoardo Caresio, Daniel Festa, Manuel Fornoni)

 

Caro Padre,

qui è sempre più difficile! Gli austriaci stanno avanzando inesorabilmente, e noi perdiamo terreno di giorno in giorno. Siamo sempre di meno ed in tanti muoiono intorno a me. Ho molta paura, padre!

Mi hai insegnato a non averne, ma io sento sempre di più il peso delle persone che sono costrette ad uccidere. Perché spesso sono obbligato a farlo. “O loro, o noi!”, ci dicono. E così spariamo contro i nemici, ed a volte contro i nostri stessi Compagni per mettere fine alle loro sofferenze.

Spero che questa guerra finisca presto e prego di poter tornare a casa per rivederti. Ogni attimo, la sera in particolare, sento la tua mancanza e quella di tutta l’adorata famiglia. Mi manca tutto, anche i momenti che all’epoca mi sembravano difficili.

Spero ti arrivino le mie parole, e mi auguro, un giorno, di riascoltare le tue.

Con affetto,

Tuo figlio Marco

(Andrea Dotto, Simone Mattioda, Ruben Santisi, Luca Spinello, Matteo Tidor)

 

Cara Sara,

mia dolce amata. È un privilegio per me scriverti, perché non a tutti è concesso. In realtà non so se questa lettera ti arriverà mai, ma a me basta la speranza che un giorno tu possa leggerla.

Il luogo in cui vivo è pietoso e improponibile. Trascorriamo le nostre giornate al freddo in una fossa, immersi nella terra e nella polvere. Non possiamo neanche avere le coperte e quelli che riescono a procurarsele fanno gli avari. Come biasimarli? Qualche giorno fa l’avaro sono stato io, ed il mio compagno al mattino non si è più svegliato. È difficilissimo stare in trincea con più di quaranta soldati, tutti ammassati uno sopra l’altro.

Il cibo scarseggia e l’aria è irrespirabile: il bagno non sappiamo neanche cosa sia, e i bisogni li facciamo sul posto. Anche respirare diventa difficile. La notte la maggior parte degli uomini sta sull’attenti. Altri cercano di dormire, ma è quasi impossibile a causa del rumore degli spari.

Giorno e notte vediamo gente a terra, che non dà segni di vita. Persone morte per la fame, per il freddo o per i proiettili, che forse sono la morte migliore. Vederli mi strappa il cuore, ed è una tortura non poterli salvare. Ma in guerra se si hanno sentimenti non si va avanti. A volte penso che vorrei essere al posto loro, per smettere di assistere a tutto questo. È davvero difficile!

Amore mio, mi manchi tu e mi mancano i nostri figli. Dai loro un abbraccio, e tu conserva il mio bacio più affettuoso.

Per sempre tuo,

Lorenzo

 (Luca Cibrario, Maria Pia Di Stasi, Martina Cipro, Giorgia Perona, Ludovica D’Auria)

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *